lunedì 29 settembre 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: E che pace sia

Si può perdonare perfino un ex marito e prendere parte alla festa del suo nuovo matrimonio, si può perfino perdonare un padre che porta via il figlio a sua madre, perché quello prima o poi torna da solo, i figli non dimenticano mai. Tante mogli perdonano il male fisico, perfino i regali incoerenti e sconnessi come vibromassaggiatori fanno tornare il sorriso dopo che costui diventa un ex. Che sia prima o poi le mogli un giorno smettono di credere e scoprono che senza uno così si sta meglio. Che sia l’amante, l’alcool, il vibratore o le cattive maniere, sono sempre in esubero. Anche gli uomini lo sanno e per questo un perdono del genere da una donna non arriva facilmente.  Meno complicato è quando si litiga soltanto, per le questioni di “territorio”, lì il perdono è lasciato come una competenza maschile. 
Quando sono le donne a scatenare una litigata, giusto per schiarire le idee e scuotere un letargo di lui, la sua quiete, e ripristinare l’ordine al femminile, loro non vedono l’ora di fare la pace. Il bello delle discussioni non riguardanti le questioni gravi e fondamentali è il ritorno al volersi bene. Dopo che si sbatte la porta, si fanno sentire le urla fino al vicinato e si arriva a deporre le armi uno dei due va al sentiero della rappacificazione. Il più delle volte sono i maschietti a mettersi in cammino. Le donne resistono ancora, anche se gli brucia per la voglia di ricevere la richiesta del perdono. In fin dei conti hanno combattuto convinte di avere la santa ragione.  E lui, quello svegliato dal suo torpore, proprio lui che non avendo progettato niente se ne stava bello tranquillo lì nella poltrona, magari guardando il calcio e lontanissimo dalla voglia di discutere, lui è il primo a volerne uscirne al più presto, prima dell’ultimo fischio dell’arbitro, tanto per intendere fin quanto possa essere breve la strada per il ritorno alla normalità. Comunque è il maschio che se ci tiene lo fa capire, gli arriva una specie di illuminazione improvvisa e viene da chiederci dove sia stata bloccata finora una capacità di risolvere a breve termine una giornata cominciata male. Ogni uomo sa, e ripeto sa benissimo, come procedere. Le parole, i toni, le mosse fisiche da utilizzare per ammorbidire la sua lei. Gli uomini usano la loro tattica, sanno benissimo come procedere e lo fanno pur essendo loro dalla parte della ragione, il che succede raramente . Non voglio sentire “per forza, la partita sta per finire”. Sicuramente ha una certa rilevanza ma credetemi, per quello che si raccontano tra di loro hanno totalizzato la convenienza di questo agire. “Meglio prendere tutta la colpa, si finisce prima, le stupidaggini non vanno trascinate e poi tanto lei vuole solo sapere quanto la ami, no?” E’ qui che i maschi dominano la scena, fare la pace dimostrandole amore, il metodo più convincente è quello.  Ne parleremo il mese prossimo ….





martedì 9 settembre 2014

A ZONZO PER PRAGA

bisogna avere tante scarpe

che trovano delle destinazioni tutte loro                                                                                              



 
                                                                                                 
                                                                                                            

giovedì 4 settembre 2014

A ZONZO PER PRAGA

Di sicuro hanno un'ottima birra

Vltava = Moldava

Caffè mortuario
 Forse meglio


martedì 2 settembre 2014

A ZONZO PER PRAGA

la fame c'è e anche l'imbarazzo della scelta





Il cambio si aggira a 25 corone per euro



venerdì 29 agosto 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: Per fortuna ci lasciano scatenare

«Quando sarai PRONTO ad accettare le  MIE ragioni e a non liquidare tutto perché TU non hai mai tempo  si potrà parlare, ALTRIMENTI non mi interessa !!!! » A questo punto viene sbattuta la porta per avere la meglio sulla fine della litigata, una delle tante che si fanno e faranno. Lanciare un ricatto senza possibilità d’appello è  il momento clou delle situazioni scomodamente tristi, perché noi non vorremmo stare male con il nostro lui e lui non lo vorrebbe proprio, anzi, la maggior parte degli uomini non litigherebbe neanche, basterebbe che noi lasciassimo perdere.
Purtroppo  noi donne ad un certo punto ci sentiamo come strozzate dalla sensazione di  dover mettere una questione in chiaro. Ci opprime la certezza di essere prese in giro, sottovalutate, molto spesso non ascoltate. E quindi diciamo basta, perché ora si esagera e così non si può andare avanti. Sguainiamo la riserva delle parole inequivocabili, che cominciano a volare per tagliare lo spazio divedendolo nelle parti “o sei con me o sei contro di me”.
È verissimo che gli uomini ci ascoltano molto poco, confermato anche nella dichiarazione di guerra quando noi ci trasformiamo in una decisa spadaccina e ce ne passa prima che la nostra vittima si renda conto di trovarsi in procinto di un duello. Dalla nostra legittima convinzione che l’ultima goccia ha fatto traboccare la nostra pazienza e anche grazie alla sua insufficiente attenzione il nostro vantaggio aumenta. Infatti  prima che lui connetta dalla bonaria difesa, tipo: “Ma dai non è così” e finalmente passi all’attacco dovuto alla propria incolumità, noi donne abbiamo già usato le nostre armi più forti e siamo ad un passo dalla condanna. Naturalmente in questo piano di guerra non c’è scampo. Per logica matematica noi siamo qualche passo in avanti e non diamo tempo e nemmeno tante possibilità al nemico per poter procedere nell’offensiva. D'altronde non era nostra intenzione trattare, noi stiamo difendendo il nostro territorio e spostando i paletti ad un regno più vasto per avere la certezza della nostra sovranità. E per completare la nostra azione con la vincita non resta che sbattere la porta e scappare.
Questa è vecchia e tutto questo non succederebbe se si usasse quell’antica formula di lasciar perdere, che funziona quando si incontra la felicità e altro non conta. Ma vogliamo perdere tutta la bellezza nel fare pace e amore? Ma di questo nella prossima …