domenica 12 aprile 2015

Perché io e perché il mio blog


Ero una ragazza quando ho preso la decisione di venire a vivere in questo meraviglioso paese. Nonostante avessi una visione tutta mia del perché avessi scelto proprio l'Italia, la certezza che si rivelò invece giusta era quella di reinventare la mia vita. Io ero venuta in casa degli altri e quindi io mi dovevo adeguare agli italiani, al nuovo paese, apprendere le nuove abitudini, insomma, far diventare questo paese la mia casa, visto che questo era il mio intento.
Premesso che sapevo già qualcosa della mia nuova lingua, il suo suono musicale mi attraeva. Dicono che il ceco agli stranieri suoni come una lingua dura e io per vivere non avrei potuto che scegliere questo paese melodioso. Non immaginavo che il mio fisico si sarebbe ribellato e il mio cervello avrebbe sofferto per il continuo pensare nella mia lingua madre, il ceco, mentre dalla mattina alla sera non poteva sentire altro che nuovi input nella lingua acquisita, l'italiano. La sua bella musicalità aveva presto perso attrattiva con i gran mal di testa che mi venivano in risposta a questa forzata globalizzazione linguistica. Non c’era nessuno con chi parlare in ceco, non pensavo di averne bisogno, ma quella full immersion nell'apprendimento della nuova lingua si stava rivelando doloroso.  Pur non essendo approdata a Napoli, gli italiani per me parlavano con la voce alta, a differenza dei cechi più calmi ai quali ero abituata. In più la loro comunicazione comprendeva gesticolazioni corporee, per me un'estensione del linguaggio dei segni da includere. Insomma, i nuovi significati linguistici erano all'ordine del giorno, così tanti che la mia testa non reggeva. Trovavo rifugio davanti alla televisione, quando da spettatore passivo potevo continuare sì nella mia infiltrazione nella lingua ma senza una vera partecipazione. Seguivo i programmi o i film e con il passare del tempo trovavo sempre più soddisfazioni nel rendermi conto di quanto di più capivo del mondo che mi circondava. Poi, un giorno, i mal di testa erano spariti e un altro giorno mi ero resa conto di pensare in italiano …
Certo, tutto questo non è successo molto rapidamente, è stato un processo molto complesso e assai lungo il quale, dopo tanti anni, mi ha portata a prendere il coraggio di esprimermi attraverso la scrittura, di poter dare almeno una parte di quello che ho ricevuto. Condividere a volte aiuta.

Questa è la mia storia, quello che scrivo è dovuto ai miei due punti di vista. Dopo tanti districamenti nella vita quotidiana, personale o lavorativa che fosse, ho formato la mia lunga esperienza di due paesi, due lingue, due stili di vita, due modi di ragionare ed esprimere tutto questo a modo mio. Sono grata a me stessa per aver preso una decisione spavalda tanti anni fa. Mi ha arricchita, sono contenta di aver appreso l'educazione del rispetto e di aver seguito uno di quei bizzarri detti cechi che recita: “Se vuoi vivere con dei lupi devi imparare ad ululare”. E' solo un proverbio ma rende l'idea, credo. Se non l'avessi fatto non sarei contenta o sarei dovuta andare.  Resta solo di aggiungere che qui ho realizzato il mio sogno e, dicendolo all'italiana: “Io scrivo come mangio”.

giovedì 9 aprile 2015

T O R I N O

Sempre dritto e arrivi a Torino

Un viaggiatore tranquillo

Sempre più vicino
Certi scatti sono quasi d'obbligo

Come questo

e quello

Invece poi ci sono momenti che catturi al primo colpo

o ne fai una ventina e poi scegli quello che ti soddisfa

e poi ti viene regalato uno scatto così

dalla fortuna ?

Grazie Torino, buon ritorno a casa !



domenica 29 marzo 2015

Le follie al femminile - Dado e bullone

Il 29 è arrivato e omaggerò la migliore risposta alla domanda: "Qual è secondo te la Sostanza per la quale ti legheresti tutta la vita?". In regalo alla miglior risposta il mio libro “Hodobo, una volta c’era la chat”.

Per le Follie al femminile di questo mese ho scelto un video, con la mia libera e fantasiosa traduzione. Oltre a piacermi, il video contiene il significato di un legame solido di noi donne con un uomo che "ce sa fá" … con tutti i difetti che può avere, è la sostanza che conta. 


https://www.youtube.com/watch?v=xzi2vbGOJ7g

Mandrage - Srouby a matice


Bullone e dado 

Tra terra e cielo 
nel mondo intero
ne esiste uno nostro
e tu lo sai bene
là tra cielo e terra
mia adorata 
solo io poso privilegiare. 

I capelli tirarti, nel viso soffiarti
sotto la gonna sfiorarti e la mano mordicchiarti.
Farti la colazione e rubarti il cuscino
poi chiamarti scimmiottino.

Dare aria alla vasca, saldare i conti
con le botte difendere la tua reputazione,
attaccare i pensili e portarti dei fiori
avvitati, dado e bullone.

Tra terra e cielo 
tra luce e notte
l’inverno e l’estate
arrivano le ferite
posso da solo
bullone e dado forgiati
bullone e dado per sempre.