domenica 29 marzo 2015

Veronica Petinardi: Le follie al femminile

Veronica Petinardi: Le follie al femminile: Il 29 è arrivato e omaggerò la migliore risposta alla domanda: "Qual è secondo te la Sostanza per la quale ti legheresti tutta la vita?...

Le follie al femminile

Il 29 è arrivato e omaggerò la migliore risposta alla domanda: "Qual è secondo te la Sostanza per la quale ti legheresti tutta la vita?". In regalo alla miglior risposta il mio libro “Hodobo, una volta c’era la chat”.

Per le Follie al femminile di questo mese ho scelto un video, con la mia libera e fantasiosa traduzione. Oltre a piacermi, il video contiene il significato di un legame solido di noi donne con un uomo che "ce sa fá" … con tutti i difetti che può avere, è la sostanza che conta. 


https://www.youtube.com/watch?v=xzi2vbGOJ7g

Mandrage - Srouby a matice


Bullone e dado 

Tra terra e cielo 
nel mondo intero
ne esiste uno nostro
e tu lo sai bene
là tra cielo e terra
mia adorata 
solo io poso privilegiare. 

I capelli tirarti, nel viso soffiarti
sotto la gonna sfiorarti e la mano mordicchiarti.
Farti la colazione e rubarti il cuscino
poi chiamarti scimmiottino.

Dare aria alla vasca, saldare i conti
con le botte difendere la tua reputazione,
attaccare i pensili e portarti dei fiori
avvitati, dado e bullone.

Tra terra e cielo 
tra luce e notte
l’inverno e l’estate
arrivano le ferite
posso da solo
bullone e dado forgiati
bullone e dado per sempre.

domenica 1 marzo 2015

Le follie al femminile - Una gallina stagionata


Ho letto da poco in un blog la tattica giusta per provarci con un uomo. Dopo aver elencato i comportamenti da evitare, l’autore dichiara semplicemente che per avere successo bisogna essere fighe. Che scoperta, pure che siamo diverse e non tutte abbiamo lo stesso bagaglio di possibilità. Però con la giusta dose d’inventiva tutto si può risolvere, a parte la “sindrome da strega di Biancaneve”. Quella che compare sulla quarantina e rimane finché si campa, quella che fa improvvisamente scattare davanti allo specchio in uno stato di trans incredulo e fa a quella dentro: “Ma tu chi sei? – balbettando - Da dove sei sbucata? E io, la figa, dove sono andata a finire?”
Pronto soccorso: spostarsi dalla zona pericolosa e raccontarsela, come un effetto dopo-sbronza oppure stress lavorativo. La cura seguente: rivoluzionare il guardaroba, cambiare parrucchiere e visitare un centro estetico. Consolidare l’effetto curativo con la discoteca! Lì, tra le risate, qualche bevuta e un salto a ritmo delle ultime hit commerciali, avviene la verifica del riconquistato grado fighesco.
Però a pensarci bene, cara ragazza stagionata, se è comparsa la strega di Biancaneve un motivo ci sarà. Vuoi fare finta che non esista, d’accordo, però comincia ad addestrarti alla sua presenza. Potrai intanto cercare di non assomigliarle per davvero, con il trucco esagerato e la gonna ormai troppo corta. La trentenne può, tu no. La trentanovenne può ancora starnazzare dentro la disco con degli uomini giovani, tu no, c’è il pericolo che ti prendano per una gallina acchiappa toy boy.  Intanto, quando intravedi di nuovo l’inquilina scomoda nello specchio, salutala. Dalle un po’ di considerazione, il nemico esiste ormai e invece di ridersela fuori tempo, governalo.
La mia domanda di oggi è la seguente :
Per un nemico, in generale, qual è il trattamento più efficace?
Alla migliore e prima risposta in arrivo, in omaggio, il mio libro “Hodobo, una volta c’era la chat”.


giovedì 29 gennaio 2015

Concorso Follie al femminile



L'appuntamento del 29 rimane anche nel 2015, solo che stavolta saranno "follie al femminile". 
In più pensavo di premiare i miei fan. In pratica dal prossimo mese metterò in palio dieci copie del mio libro "Hodobo, una volta c’era la chat". Una al mese, per dieci mesi appunto, sarà il premio per chi darà per primo la risposta esatta alla domanda che vi farò alla fine dell'articoletto delle Follie al femminile. 

Quindi il 29 io pubblicherò, sempre nel pomeriggio, un racconto/ino, come per esempio questo:

Un'altra sera la signorina Agnese si affrettò a lasciare la sua abitazione e, dopo essere scesa giù per le scale, uscì dal portone più svelta possibile. Per strada, poi, si poteva sentire il veloce ticchettio dei suoi tacchi perché quel tratto era fatto da ciottoli di vicoli antichi e, visto il suo passo furtivo, portare i tacchi per questa corsetta notturna sarebbe potuto risultare come una sua poca accortezza, e quindi strano. Avrebbe potuto benissimo portare una calzatura non rumorosa e cambiarsi le scarpe là, più avanti, per non farsi notare. La conclusione ovvia è che lei voleva essere vista, perché un lui si accorgesse di lei, perché venisse incuriosito e magari una di quelle sere finalmente si decidesse a seguirla. Infatti lei, ogni tot di strada, si fermava e si voltava indietro. La signorina Agnese, che di giorno dormiva perché di notte lavorava. E quel lui era talmente impegnato di giorno, lei lo sapeva bene, perché lui faceva il medico di mestiere, quello degli animali, il veterinario. Un giorno, non tanto tempo fa, lei aveva portato nel suo studio una cagnolina da visitare. Tutta in fretta, preoccupata, l’aveva in custodia da una sua amica e pensava che le fosse successo qualcosa perché ad un certo punto si era messa a lamentarsi. Lui era stato così gentile e così simpatico, aveva risolto in fretta il problema: un piccolo pezzetto di rametto nella zampetta incastrato tra le unghiette, più che altro dava fastidio. Quando Agnese aveva riconsegnato la cagnolina alla sua amica aveva scoperto che il dottore abita proprio di fronte al palazzetto dove sta lei. Che disdetta però, lei la cagnolina l’aveva in prestito e lui il suo cane lo porterà fuori proprio di sera, quando lei lavora; prima che le capiti ancora una giornata libera ne passerà. 

Così, un po’ per timidezza un po’ per la pazzia propria a tutte le donne, escogitava un’idea dopo l’altra nella speranza di incontrarlo, il medico, magari essendo più presentabile, non come quella volta dopo la corsa dal parco, con la cagnolina in prestito, una tuta e le scarpe da ginnastica ….

A questo punto il racconto finisce e la mia domanda potrebbe essere: che lavoro fa la signorina Agnese? La risposta più pertinente e inviata per prima, non importa se sul blog, Twitter, Facebook o G+ si aggiudicherà la prima copia in omaggio, spedizione compresa ovviamente. Intanto, se vi va di fare una prova oppure avete qualche idea al maschile per risolvere il problema della signorina Agnese, potete rispondere lo stesso.
Vi aspetto comunque il 29 febbraio,

Veronica