venerdì 29 agosto 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: Per fortuna ci lasciano scatenare

«Quando sarai PRONTO ad accettare le  MIE ragioni e a non liquidare tutto perché TU non hai mai tempo  si potrà parlare, ALTRIMENTI non mi interessa !!!! » A questo punto viene sbattuta la porta per avere la meglio sulla fine della litigata, una delle tante che si fanno e faranno. Lanciare un ricatto senza possibilità d’appello è  il momento clou delle situazioni scomodamente tristi, perché noi non vorremmo stare male con il nostro lui e lui non lo vorrebbe proprio, anzi, la maggior parte degli uomini non litigherebbe neanche, basterebbe che noi lasciassimo perdere.
Purtroppo  noi donne ad un certo punto ci sentiamo come strozzate dalla sensazione di  dover mettere una questione in chiaro. Ci opprime la certezza di essere prese in giro, sottovalutate, molto spesso non ascoltate. E quindi diciamo basta, perché ora si esagera e così non si può andare avanti. Sguainiamo la riserva delle parole inequivocabili, che cominciano a volare per tagliare lo spazio divedendolo nelle parti “o sei con me o sei contro di me”.
È verissimo che gli uomini ci ascoltano molto poco, confermato anche nella dichiarazione di guerra quando noi ci trasformiamo in una decisa spadaccina e ce ne passa prima che la nostra vittima si renda conto di trovarsi in procinto di un duello. Dalla nostra legittima convinzione che l’ultima goccia ha fatto traboccare la nostra pazienza e anche grazie alla sua insufficiente attenzione il nostro vantaggio aumenta. Infatti  prima che lui connetta dalla bonaria difesa, tipo: “Ma dai non è così” e finalmente passi all’attacco dovuto alla propria incolumità, noi donne abbiamo già usato le nostre armi più forti e siamo ad un passo dalla condanna. Naturalmente in questo piano di guerra non c’è scampo. Per logica matematica noi siamo qualche passo in avanti e non diamo tempo e nemmeno tante possibilità al nemico per poter procedere nell’offensiva. D'altronde non era nostra intenzione trattare, noi stiamo difendendo il nostro territorio e spostando i paletti ad un regno più vasto per avere la certezza della nostra sovranità. E per completare la nostra azione con la vincita non resta che sbattere la porta e scappare.
Questa è vecchia e tutto questo non succederebbe se si usasse quell’antica formula di lasciar perdere, che funziona quando si incontra la felicità e altro non conta. Ma vogliamo perdere tutta la bellezza nel fare pace e amore? Ma di questo nella prossima …



venerdì 22 agosto 2014

A ZONZO PER PRAGA

Succede di dover partire senza alcun piacere, con tante preoccupazioni, qualche lacrima ... e poi arriva una visuale diversa ...
E si tocca il suolo della terra nativa ?








martedì 29 luglio 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: Il latino

Tutti i maschietti hanno il potere di far innamorare una donna, anche più di una. Alcuni sono proprio dei campioni nel far perdere la testa. I latini poi, si diceva, hanno una tecnica affinata e perfezionata dato il loro DNA.  A differenza degli uomini del nord, che sono più riflessivi e meditano prima di lanciarsi, gli uomini del sud, complice forse il sole con il suo calore che fa da motore, scatenano la fantasia per conquistare una preda femminile.

Alcuni, una volta rodato un loro sistema, lo praticano a non finire. Alcuni espressioni facciali e gesti corporali vanno man mano perfezionati ma le parole e il percorso di come e quando usarle sono gli stessi, perfino il ristorante per la prima uscita a cena è sempre più o meno uguale. Come ogni donna affascina un uomo diverso così pure gli uomini hanno la loro password che funziona con una donna determinante.  Tutto l’impegno per un punto d’arrivo preciso è coronato con la conquista, uno dei momenti più belli nella vita. Essere innamorati e non poter stare senza la persona amata, vivere in una giravolta dove tutto nella nostra esistenza prende un solo significato, il suo nome.

Noi donne  a lui illuminiamo l’esistenza dentro una giornata, poi un’altra e altre. Nel nome di lui noi donne facciamo un trattamento di ringiovanimento e di bellezza assolutamente naturale. Qualsiasi percorso e permanenza in un beauty center non hanno la stessa efficacia. Le amiche ci domandano: «Ma cos’hai fatto? Sei così raggiante!» Intanto pensano ad un lifting, una vincita strepitosa, il ritorno da una vacanza favolosa. Niente di tutto questo, abbastanza reperibile.  No è un new entry nella nostra vita e lo sottolineiamo esclamando: «Sono pazza di lui!»  che per una amica è come un colpo di cannone, non resta che dire: «Ah, ecco perché.»

È  l’evidenza, il risultato di questo cambiamento è sempre lampante, solo che le altre sperano gelosamente in qualcos’altro. Perché non a me? Perché io non posso avere uno che mi fa sballare così? Boh, semplice. Tornando all’inizio ce n’è uno per ciascuna; d’accordo che in questo preciso momento magari lui è dall’altra parte del mondo ma è solo questione di tempo che ci raggiunga. Basta avere pazienza e non perdersi per una sciocca gelosia con uno sbagliato, tanto per intenderci. Il peggio è quando lui c’è già e nessuno lo sa, perché lui non lo fa a capire, congelamento totale fuori posto. E sì cari maschietti latini, voi scaricate la determinazione nella conquista, dove sì che concentrate tutta la vostra energia e di voglia ce n’è a non finire, sicuramente è gradevole e si capisce al momento, però potreste dosarla un po’ meglio pensando al dopo, lasciando qualcosa nella riserva. Per far stare bene la vostra amata. Guardate il vostro fiorellino, se non lo annaffiate almeno ogni tanto con le vostre premure e dimostrazioni d’amore, di cui abbondavate così generosamente all’inizio, la vostra amata sfiorisce, s’intristisce, s’incupisce e più tempo passa più comincerà a vacillare e a spendere i soldi in surrogati come beauty center, per l’appunto, o lo shopping.  Ma voi cari maschietti, dopo tutta ‘sta fatica, volete davvero che lei cominci a dubitare e pensare che siate solo un abile hacker che ha aperto il suo cuore decifrando semplicemente l’entrata?


Forse sarebbe meglio prendere un po’ di riflessione dai vostri colleghi del nord, senza esagerare certo, ma sta a voi naturalmente   : )

domenica 29 giugno 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: Mi ama ... non mi ama?

Forse il gioco della margherita è andato nel dimenticatoio ma noi donne ce lo chiediamo sempre.
Ci sono uomini che lo dicono, ci sono quelli che lo pensano. Con uno dei primi al limite ci poniamo la domanda se dica sul serio. Il vero problema è con quello che sembra lo dimostri, ma lui non lo dice e più il tempo passa più la questione crea insicurezza, perché continuarsi da sola a convincere che ce lo dimostra in diverse maniere è piuttosto faticoso. I sentimenti che sembrano fanno venire dei dubbi.
La sola questione della forma si può deviare usando le parole per iscritto. Una mia amica ha risolto i suoi problemi sentimentali e non tramite corrispondenza, ancora nella vecchia maniera, con le lettere lasciate sul comodino. Tante donne, ho sentito, hanno uno scambio frequente con il proprio lui tramite e-mail. Almeno si spiegano. Certo, l’attesa per la risposta può diventare stressante, come è stato in un caso dopo una notte insonne, con degli incubi su un amore infranto, la donna in questione ha deciso di avere un chiarimento tramite la posta elettronica e così alle ore 5:00 spedì la domanda “ma tu mi ami?” all’indirizzo del diretto interessato. L’orgoglio lasciato chissà dove, tanto dopo una nottata del genere chi sene frega, l’importante è risolvere la faccenda una volta per tutte. Poi, tramite il cellulare, è cominciato l’assiduo controllo della posta in arrivo, durato tutta la mattinata arrivando all’ora di pranzo senza avere risposta. Continuavano ad arrivare scocciature di ogni tipo mandate per internet, invece lui taceva. Così, nel pomeriggio, sono raddoppiati gli impegni grazie al tempo perso per ogni sbirciata al telefono e ad ogni controllata aumentava la crescente disperazione, tramutandosi in mega-incazzatura. E poi è successo, lui avrà finalmente letto la mail importante (io non credo che ci abbia pensato il tutto giorno, per dover rispondere ad una domanda così semplice e chiara : “tu mi ami?”).  Alle ore 17:30 è arrivata la sua risposta “Certo”. Magari con una faccina, se mai è stata vista da lontano mentre il cellulare prendeva il volo.

Io continuo ad avere la mia preferenza. La chat in collegamento on-line. Sappiamo ormai tutti come funziona e molti per questo detestano la chat come un demoniaco luogo di incontri, dove si buttano tanti ami per un pescare saporito. Ma credetemi, è meglio buttare le lettere e lasciare stare le mail, chattate in tempo reale. Tante questioni si possono risolvere chattando, senza lo stress di aspettare all’infinito, e le parole da sole sono tanto rivelatrici. Il tempo per digitare la parola “ti amo” è brevissimo e non avere davanti il viso che rispecchia la reazione, neanche la propria, è di gran aiuto. Ai timidi aiuta a sciogliersi, agli indecisi di rivelare almeno una parte, agli audaci a notificare, di conseguenza è più facile assorbire anche la delusione, e mettersi pure a cantare «Tu non mi ami, tu non mi ami, non mi ami …» Poi certo, tanto si sapeva già, lo ha dimostrato.

giovedì 29 maggio 2014

ORDINARIE FOLLIE AL MASCHILE: È tutta una questione di biglie

Hai deciso di andare a vivere con lui? Sicura di aver fatto una scelta oculata? Innamorata, d’accordo, il carattere è compatibile … sembra! Interessi in comune … magari! Anche i genitori, cadauno, sono d’accordo … lo volete credere; che sia come sia vi impuntate, con le buone o con le amabili, e le valigie sono fatte.
Com’è bello, d’ora in poi ci sveglieremo in parte al nostro amato e il nostro amato sarà contento di addormentarsi con noi (si è afferrata la prima incongruenza?). C’è comunque da affrontare la giornata intera e tutte le seguenti. Ovviamente l’inizio conta poco, un po’ per l’immancabile e giusto entusiasmo e un po’ per l’oggettiva mancanza di poter riflettere tanto, se siamo almeno un po’ decisi ad organizzare sia gli oggetti che i nostri programmi. Indifferentemente dal fatto se andremo tutti e due in una casa nuova oppure uno dei due raggiungerà la casa dell’altro gli oggetti faranno comunque il loro giro, da un angolo all’altro, ma non è solo l’armadio a dover essere diviso per le esigenze di due persone o la questione del posto dove dormire, a destra o a sinistra. Vogliamo parlare delle mensoline e dei cassettini nel bagno? I cereali o i biscotti in cucina? Tutto quello che ha poca importanza all’inizio diventa con il tempo una questione di principio. (Si è afferrata un'altra incongruenza?)
Il tempo in questione non si prende come un’ingombrante scomodo perché, ricordiamo, è stata una decisione unanime e come tale si vive con gioia ogni momento passato insieme, liberamente, senza vincoli di doversi lasciare per rincasare ognuno per conto proprio. Si pensa, ma furtivamente, a come sia stato il nostro amato senza di noi, doveva sentirsi così solo, non avrà avuto niente da fare. Quello a cui noi donne invece pensiamo molto spesso è che ora ci siamo noi a divertirlo, anzi, siamo noi ad essere il suo unico interesse, perché è quello che volevamo essere, il centro dell’universo per un uomo.
La nostra convinzione cresce con degli alti e qualche piccolo basso, che inevitabilmente arriva con il tempo che passa e i nodi vengono al pettine, come dicono, e come ci si accorge in un giorno qualsiasi, quello in cui rincasiamo in anticipo e troviamo il nostro convivente in canottiera (quella orrenda, un regalo di sua madre) e mutande (a me piacciono i boxer ma lui dice che sono scomodi), seduto per terra davanti alla tv accesa sul canale provinciale con il programma “Affari in tv” (ora forse so perché non vuole che prendiamo il satellite) che con i piedi, anzi, con le dita dei piedi, gioca con le biglie sul tappeto, le prende e le riprende, le alza e le lascia, le passa una ad una da un piede all’altro. Un gioco strano, del tutto incomprensibile. Tutta la scena è incomprensibile e noi ci chiediamo se quello strano giocatore seduto per terra sia il nostro lui o abbiamo sbagliato casa.
Comunque c’è chi sostiene che andare a vivere insieme è come un esame. Quindi dopo averlo sostenuto, rodato, avremo più o meno capito perché giocare con le biglie in quel modo è importante per lui e perché lo dovevamo scoprire per caso anziché essere informate prima, avremo approvato o risolto altri controsensi del nostro lui; nel giorno importante della proposta di matrimonio, grazie alla convivenza, potremo essere facilitate a rispondere, perché la differenza tra “ti voglio sposare perché voglio vivere con te” e quella “ti desidero sposare perché non posso vivere senza di te”,non rappresenterà solo una bella frase buttata lì.